
I giovani protagonisti del convegno “Studio e utilizzo delle piante officinali in Val Borago e in Amazzonia”
16 Ottobre 2024
Tabelloni segnaletici della ZSC Borago-Galina finalmente montati!
13 Febbraio 2025Convegno Fondo Alto Borago: Tre Anni Dopo – Un Bilancio delle Attività di Studio, Progettazione e Gestione
Fondo Alto Borago: Tre Anni Dopo
Un Bilancio delle Attività di Studio, Progettazione e Gestione
Sabato 23 novembre si è tenuto nell'aula T1 del Polo Zanotto dell'Università di Verona il Convegno Conclusivo sulle Attività di Studio, Progettazione e Gestione del progetto Fondo Alto Borago. Questo convegno ha rappresentato un’occasione di riflessione sul lavoro svolto negli ultimi tre anni nella zona di ZSC Borago e Galina. Questo evento, presieduto da Maria Federica Leonarduzzi, Flavio Coato, Fabio Cortesi e Aurora Allegrezza, ha coinvolto esperti, amministratori locali, ricercatori e cittadini in un dibattito aperto sui progressi e le sfide affrontate nel monitoraggio e nella conservazione del territorio.
L'Apertura del Convegno: Un Saluto Istituzionale
Il convegno ha avuto inizio con i saluti di apertura da parte di Roberto Leone, del Gruppo Radici dei Diritti, che ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra enti, associazioni e comunità locali nella gestione delle aree protette. I rappresentanti delle Amministrazioni di Verona e Negrar e degli Ordini Professionali e Dipartimenti Universitari hanno inoltre evidenziato l'importanza di progetti come il FAB per il futuro della biodiversità e della gestione del nostro patrimonio naturale.
I Sessione: Educazione, Etica e Gestione Territoriale
La prima sessione ha messo al centro le attività educative, con particolare attenzione ai percorsi didattici nelle scuole e ai progetti di etnobotanica applicata. I relatori hanno mostrato come il coinvolgimento delle scuole, dalla primaria alla secondaria, abbia contribuito alla sensibilizzazione dei giovani sull’importanza della conservazione ambientale. In particolare, sono stati descritti i laboratori pratici che hanno permesso agli studenti di esplorare la biodiversità locale, con attività sul campo che hanno stimolato l’interesse per le piante officinali e per il patrimonio naturale della zona. L'aspetto umano e storico del progetto è stato altrettanto rilevante, con una presentazione sulla relazione tra la comunità locale e il territorio, mettendo in evidenza il forte legame affettivo che la gente della Val Borago nutre nei confronti della sua terra, spesso con preoccupazioni legate alla gestione delle risorse naturali e al rischio di trasformazioni non sostenibili.
Moderatrice: Maria Federica Leonarduzzi
Paola Siligardi, Katia Dell’Aira
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Marco Valussi
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Vincenzo Padiglione, Anna Maria Paini
Angela Gerardi, Francesco Piazzi
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Alberto Perolo, Mario Spezia
Tutte queste azioni prevedevano il coinvolgimento dei Comuni e questo è stato il fronte più impegnativo, più faticoso e meno produttivo. Le trafile autorizzative sono sempre state lunghissime, tortuose e complicate da una burocrazia bizantina. Ma valeva la pena di fare questo percorso ad ostacoli, perché gran parte delle decisioni che riguardano la gestione della ZSC passano per gli uffici comunali, che in questo modo sono stati coinvolti a tutti i livelli nei problemi di gestione della ZSC. Con l’augurio che tutto questo lavoro serva per il futuro.
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Niccolò Marchi
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Giacomo Sighele, Corrado Zanini, Sonia Gaetani
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II Sessione: Monitoraggio e Innovazione nella Gestione Ambientale
Dopo una breve pausa caffè i lavori sono ripresi con la seconda sessione di interventi. Qui l'attenzione si è spostata sui fondi e sulle risorse impiegate per la realizzazione del progetto, con una panoramica sul loro utilizzo e la gestione delle risorse economiche. Sono stati evidenziati gli interventi concreti realizzati nell'area, come la cartellonistica e il miglioramento della sentieristica, che hanno reso la zona più fruibile per i visitatori, mantenendo al contempo un equilibrio con le necessità di conservazione. È stato raccontato anche l'importante lavoro di monitoraggio della biodiversità, con l’introduzione dell'indice di biodiversità potenziale, che ha permesso di valutare la salute degli ecosistemi e la presenza di specie chiave, come i picchi, e altre specie faunistiche vulnerabili.
La discussione ha abbracciato anche la tecnologia, con la presentazione di un sistema innovativo per la gestione dei dati georeferenziati, fondamentale per tracciare l’evoluzione della biodiversità nella ZSC. I dati raccolti sono stati poi integrati in un sistema WebGIS, che consente una gestione più efficiente e mirata delle risorse naturali, un supporto fondamentale per le decisioni future e la protezione dell’area.
Moderatore: Fabio Cortesi
Alberto Belussi
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Maria Cristina Villani
Michele Cassol, Alberto Scariot
Sono state descritte le azioni strategiche per la gestione dell'area, tra cui il contenimento degli arbusti, la preservazione di alcune piante per la fauna (come la rosa di macchia per l’Averla piccola), il contenimento delle specie esotiche come l’ailanto e il ripristino delle aree danneggiate dai cinghiali. È stato ribadito che gli interventi devono essere personalizzati per ciascun appezzamento e in relazione alle specifiche esigenze faunistiche e floristiche.
Sulla base dei risultati degli studi specialistici effettuati nell’ambito del “Progetto FAB – Fondo Alto Borago”, sono stati illustrati gli indirizzi utili alla gestione dell’area natura 2000 per quanto concerne gli aspetti naturalistici. Sono state quindi descritte le diverse AZIONI DI PIANO di seguito elencate:Azioni per la gestione delle formazioni erbacee
- Conservazione/miglioramento dell’Habitat 6210 Formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte da cespugli su substrato calcareo (Festuco – Brometalia) (* notevole fioritura di orchidee)
- Conservazione/miglioramento dell’Habitat 6510 Praterie magre da fieno a bassa altitudine (Alopecurus pratensis, Sanguisorba officinalis)
- Potenziamento dei prati magri della ZSC con inclusione di aree esterne
Azioni per la gestione delle formazioni forestali
- Conservazione/miglioramento dell’Habitat 9260 Boschi di Castanea sativa
- Conservazione/miglioramento dell’Habitat 91H0 *Boschi pannonici di Quercus pubescens
- Mappatura per la costituzione di una rete di alberi di pregio (morti e ad invecchiamento indefinito)
- Conservazione/miglioramento degli ex-castagneti
- Potenziamento dei castagneti
- Salvaguardia delle specie arboree minoritarie
Azioni per la gestione della Flora di interesse comunitario ed altre emergenze floristiche
- Tutela delle stazioni di Himantoglossum adriaticum
- Tutela delle stazioni di specie rare caratteristiche di prato arido o altre emergenze floristiche
Azioni per il contenimento delle specie esotiche
- Contenimento delle specie esotiche
- Veteranizzazione e/o devitalizzazione delle specie alloctone
Azioni per la gestione della Fauna di interesse comunitario ed altre emergenze faunistiche
- Conservazione di habitat di specie per la fauna invertebrata
- Intervento localizzato per favorire le specie saproxiliche
- Conservazione di invertebrati di interesse comunitario: Lucanus cervus, Morimus asper, Saga pedo
- Conservazione siti riproduttivi di Anfibi e manutenzione/recupero zone umide
- Conservazione, manutenzione e recupero di habitat idonei per i Rettili
- Tutela dell’habitat di specie della lucertola campestre (Podarcis siculus)
- Tutela dell’habitat di specie del Succiacapre (Caprimulgus europaeus) e del picchio nero (Dryocopus martius)
- Azioni per la tutela degli habitat dei chirotteri
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Michele Dall’O’
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III Sessione: Presentazione dei Risultati del Progetto e Prospettive Future
Dopo il pranzo networking offerto da NaturaSì, la terza sessione ha visto un focus sulle azioni scientifiche per il monitoraggio e la gestione delle specie, in particolare quelle di invertebrati, mammiferi e flora. I relatori hanno fornito un resoconto sugli studi condotti sugli invertebrati, evidenziando come il monitoraggio delle specie e le comparazioni con i dati passati abbiano permesso di osservare i cambiamenti nelle popolazioni e di trarre conclusioni sulle attività antropiche che influenzano la fauna locale. Simili riflessioni sono state fatte sui mammiferi, con il monitoraggio di specie come cinghiali, volpi e lupi, ed è stata sollevata la questione della gestione degli animali domestici, per prevenire danni alla biodiversità.
Un altro aspetto centrale della sessione è stato il tema della conservazione delle orchidee della ZSC Borago e Galina, con uno studio approfondito sulla distribuzione delle diverse specie e le azioni intraprese per proteggerle. Questi interventi si inseriscono all’interno di una strategia più ampia di conservazione che ha visto il coinvolgimento di diverse associazioni locali, per sensibilizzare la comunità e favorire la tutela delle risorse naturali anche attraverso azioni pratiche di recupero e gestione delle aree.
Moderatrice: Aurora Allegrezza
Alessandro Anderloni
Guarda il trailer.
Alessandro Campanaro
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Leonardo Latella, Martina Zanetti, Sonia Gaetani
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Fabio Dartora
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Giovanni Bombieri
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Sebastiano Andreatta
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Massimino Ovatoli
Conclusioni: La Sfida della Conservazione a Lungo Periodo
Nel concludere il convegno, Mario Spezia ha riflettuto sul futuro della conservazione, mettendo in luce il declino degli habitat naturali in Italia, come i prati aridi, minacciati dalle pratiche agricole e dal cambiamento del territorio. Nonostante i progressi del progetto FAB, Spezia ha sottolineato che le politiche di gestione ambientale necessitano di un impegno costante e di un approccio più integrato per garantire la protezione degli ecosistemi.
Concludendo, il convegno ha dimostrato come la collaborazione tra enti pubblici, associazioni e comunità locali sia cruciale per il successo di progetti di conservazione. Nonostante le sfide, i risultati ottenuti nel corso di questi tre anni sono un segno positivo per la conservazione della biodiversità e la gestione sostenibile delle risorse naturali, un patrimonio che va tutelato per le generazioni future.
Foto del convegno
Conclusioni: La Sfida della Conservazione a Lungo Periodo
Nel concludere il convegno, Mario Spezia ha riflettuto sul futuro della conservazione, mettendo in luce il declino degli habitat naturali in Italia, come i prati aridi, minacciati dalle pratiche agricole e dal cambiamento del territorio. Nonostante i progressi del progetto FAB, Spezia ha sottolineato che le politiche di gestione ambientale necessitano di un impegno costante e di un approccio più integrato per garantire la protezione degli ecosistemi.
Concludendo, il convegno ha dimostrato come la collaborazione tra enti pubblici, associazioni e comunità locali sia cruciale per il successo di progetti di conservazione. Nonostante le sfide, i risultati ottenuti nel corso di questi tre anni sono un segno positivo per la conservazione della biodiversità e la gestione sostenibile delle risorse naturali, un patrimonio che va tutelato per le generazioni future.
Conclusioni: La Sfida della Conservazione a Lungo Periodo
Nel concludere il convegno, Mario Spezia ha riflettuto sul futuro della conservazione, mettendo in luce il declino degli habitat naturali in Italia, come i prati aridi, minacciati dalle pratiche agricole e dal cambiamento del territorio. Nonostante i progressi del progetto FAB, Spezia ha sottolineato che le politiche di gestione ambientale necessitano di un impegno costante e di un approccio più integrato per garantire la protezione degli ecosistemi.
Concludendo, il convegno ha dimostrato come la collaborazione tra enti pubblici, associazioni e comunità locali sia cruciale per il successo di progetti di conservazione. Nonostante le sfide, i risultati ottenuti nel corso di questi tre anni sono un segno positivo per la conservazione della biodiversità e la gestione sostenibile delle risorse naturali, un patrimonio che va tutelato per le generazioni future.



































