Studio Naturalistico ZSC Vajo Galina e Progno Borago

La ZSC risulta ancora mancante di un Piano Ambientale e la scheda descrittiva del sito non è aggiornata. Si rende quindi necessario lo studio approfondito e sistematico dell’area per procedere ad un aggiornamento della documentazione.

Le attività previste all’interno di questa azione saranno condotte durante il primo anno e mezzo di progetto da parte di esperti e in collaborazione con volontari e soci delle associazioni partner e membri attivi della cittadinanza.

Tutti i dati raccolti all’interno di questa azione saranno inseriti in un database strutturato in collaborazione con il Museo di Storia naturale di Verona e condiviso tra i partner di progetto.

Aree di studio

Verifica e aggiornamento della topografia e cartografia esistente
La Regione Veneto aggiorna la cartografia di uso del suolo ogni tre anni. l’ultima versione collaudata e pubblicata è del 2018. Non essendo ancora pubblicata quella del 2021, si è reso necessario provvedere ad un aggiornamento. La carta di uso del suolo è molto importante sia per poter pianificare i rilievi floristici e faunistici sia perché fornisce la base per l’individuazione degli habitat idonei alla specie animali e vegetali.
Rilievi fitosociologici per valutazione dello stato di conservazione ed eventuale ridefinizione degli habitat Natura 2000
I rilievi fitosociologici sono fondamentali per individuare la presenza e l’ubicazione degli habitat protetti a livello europeo ai sensi della Direttiva Habitat 92/43/CEE. In particolare la ZSC in esame è interessata dalla presenza di Formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte da cespugli su substrato calcareo (Festuco-Brometalia) (codice 6210). La presenza di orchidee all’interno di questi prati rende l’habitat prioritario. Queste aree sono fortemente minacciate dalla naturale espansione del bosco e dalla diffusione di vigneti. L’occhio esperto del fitosociologo saprà poi dare una interpretazione sullo stato di conservazione dei singoli habitat anche sulla base della tipologia di specie botaniche presenti.
Monitoraggio uccelli, anfibi e rettili, invertebrati, mammiferi
La varietà di ambienti che ospita la ZSC, dalle aree boscate, ai prati aridi, agli ambienti di forra molto umidi, alle aree coltivate, rappresenta una grande ricchezza per la fauna dell’area. Il monitoraggio faunistico che consisterà nel posizionamento di fototrappole, l’utilizzo di sistemi di monitoraggio, nonché la visualizzazione/ascolto di segni di presenza, permetterà di conoscere la reale presenza delle diverse specie animali e individuare quelle più esigenti dal punto di vista ecologico per poterle tutelare. In particolare, lo studio degli invertebrati potrà anche fornire una definizione dello stato di salute degli ambienti, vista la sensibilità di alcuni gruppi ai diversi gradi di inquinamento.
Monitoraggio della flora e delle orchidee in particolare
Se la varietà di ambienti ospitata nella ZSC rappresenta una grande ricchezza per le specie animali, ancor più importante è per le specie vegetali che vi prosperano. Si trovano infatti specie tipiche degli ambienti più secchi ed esposti al sole sulle dorsali, sia specie tipiche degli ambienti umidi in fondo ai cosidetti vaj. Il monitoraggio sarà utile per individuare la presenza di specie in Direttiva Habitat o nelle diverse liste rosse nazionali o internazionali o, ancora, specie che si trovano al limite del loro areale. In un’ottica più ampia infatti, i dati relativi all’aerale delle singole specie botaniche sono utili a definire le valenze del cambiamento climatico in atto, in quanto esso ha effetti sulla loro distribuzione.

In questo studio le orchidee hanno un peso rilevante per due motivi: da una parte la loro presenza dà una valenza prioritaria al prato arido su cui insistono, dall’altra sono un indicatore di qualità ambientale. Esse infatti necessitano per la germinazione di particolari funghi simbionti tipici di ciascuna specie.
Se il fungo viene improvvisamente a mancare, per inquinamento e trattamento chimico del terreno, le orchidee si estinguono rapidamente.
(tratto da: “Le orchidee dell’Italia nordorientale. Atlante corologico e guida al riconoscimento.” G. Perazza, R. Lorenz, 2013).
Analisi geologica
Lo studio prevede un aggiornamento di maggior dettaglio della geologia dell’area con un focus sui fenomeni paleocarsici e carsici individuati. Indagini idrogeologiche con mappatura delle principali sorgenti e analisi chimico-fisiche delle acque potranno dare un quadro dello stato di qualità chimica delle acque sotterranee e superficiali con la possibilità di incrociare i dati con quanto emergerà dall’indagine sugli invertebrati acquatici, indicatori di qualità biologica.
Calcolo di un indice per verificare la capacità di accoglienza di biodiversità da parte della foresta
Il calcolo di questo indice è utile per verificare la potenziale capacità di accoglienza di biodiversità da parte della foresta. Esso è legato alla struttura, alla composizione e all’età della foresta e permette di fare una diagnosi per l’elaborazione di documenti di gestione. La presenza ad esempio di legno morto, di alberi di grosse dimensioni o di microhabitat sui singoli esemplari sono tutti elementi utili per valutare le potenzialità in termini di biodiversità.

Tutti i singoli monitoraggi confluiranno in una relazione che fornirà tutti i dati sugli habitat, sulla flora e sulla fauna e sulla geologia dei luoghi corredata di una cartografia aggiornata per ogni ambito di studio.